
Un’ottima annata di Ridley Scott (USA 2006)
Ridley scott si cimenta in una commedia esistenziale ad ambientazione europea.
La formula non è esattamente originale, ma il film nel complesso non è male.
Max Skinner (Russell Crowe), uno spietato broker londinese di successo, deve tornare in Provenza per vendere una tenuta con vigneto in cui ha passato l’infanzia in compagnia dello zio (Albert Finney) che lo ha cresciuto dopo la morte dei genitori. Max riscoprirà i ritmi e i pregi della vita bucolica, l’affetto per lo zio appena deceduto e un amore dimenticato. Per trovarsi infine a dover scegliere su che tipo di vita possa renderlo appagato.
Ridley Scott è uno che sa quello che fa, ma probabilmente non è il regista adatto a questo genere di film. La sua regia meticolosa, la fotografia patinata da spot pubblicitario danno un tono lievemente artificiale al film e lo appesantiscono.
Un regista con uno stile più spontaneo, con una narrazione morbida e ironica sarebbe stato più adatto. Scott ci prova, è evidente, ma è imbrigliato dalla sua bravura e dal suo stile drammmatico. Le riprese a più camere, il montaggio veloce sono da thriller o film d’azione. Il risultato è che ci aspetta continuamente l’esplosione di una granata mentre protagonisti parlano o che un commando armato irrompa all’improvviso nella vigna. Anche la scelta di Crowe come protagonista non è esattamente felice. Non metto in dubbio le sue doti come attore drammatico, ma di certo non è molto simpatico. Per quanto in “Un’ottima annata” si sforzi di essere ironico, il personaggio non riesce quasi mai funzionare completamente. Discutibili anche alcune modifiche tipicamente hollywoodiane della storia rispetto al romanzo da cui è tratto il film. Nel romanzo, il protagonista arriva in provenza dopo aver perso il lavoro e il ritorno in Provenza gli da modo di cambiare vita, una specie di seconda possibilità. Nel film invece Max è un uomo di successo, ricco, spietato, con un sacco di donne che troverà a dover scegliere tra la ricchezza e la felicità. Tipico degli adattamenti USA evitare protagonisti che possano essere anche solo sospettati di essere dei “loser”.
Il film non è stato un fiasco ma non è andato benissimo, è costato 35 milioni di dollari e ne ha guadagnati 42 milioni.
Voto: 3 secchi di vomito



Commenti recenti