
Paranormal Activity di Oren Peli (USA 2007)
Altro caso cinematografico dell’anno dopo Avatar. Dovuto soprattutto al fatto che la produzione di questa pellicola è costata un’inezia rispetto ad Avatar. Paranormal Activity infatti è costato solo poco di più di 15mila dollari e ne ha guadagnati già 153 milioni. Il film è l’opera prima di Oren Peli (giovane regista israeliano con un passato di progettista di videogiochi). Come dicevo è un film a bassissimo budget. Girato interamente nell’abitazione del regista in una decina di giorni. I due protagonisti sono stati pagati solo 500 dollari a testa alla fine delle riprese. Ma rimborsati adeguatamente dopo che il film è diventato un successo al botteghino. Pare che invece il regista non abbia guadagnato nulla dei milioni di dollari incassati dal film, ma non so quanto sia vera questa notizia.
Il film è stato accompagnato dalla fama che fosse terrificante e dalla voce che Steven Spielberg per il turbamento avesse dovuto interrompere la proiezione per riprenderla il giorno seguente. Lo stesso trailer del film riportava scene riprese durante le proiezioni di prova col pubblico che urlava di paura e sorpresa.
Che dire di questo horror? È sicuramente uno dei tanti cloni della formula alla “Blair witch project” ovvero film interamente ripresi con la videocamera di uno dei protagonisti. Nella fattispecie, Micah e Katie, una giovane coppia di San Diego. Katie sostiene che un fantasma si aggiri per casa. Micah è molto scettico e comincia fare delle riprese con la propria videocamera (anche notturne mentre dormono).
Il primo tempo è sorprendentemente inquietante. I fantasmi nella propria casa e l’idea di presenze mentre si dorme sono temi di facile presa su gran parte del pubblico. Poi le riprese tramite videocamera amatoriale, il “vedo non vedo”, le scene a telecamera fissa appoggiata su un mobile in modalità notturna, le conversazioni anche banali della coppia, l’incertezza dei protagonisti sulle intenzioni dell’entità o sul da farsi, l’incapacità di farsi aiutare da un sensitivo che percepisce subito il pericolo e si da alla fuga… tutto questi elementi aumentano il senso di realismo, la paura dell’imprevedibile. Si ha l’impressione di spiare davvero una coppia spaventata che senza rendersene conto sta aprire un vaso di Pandora.
Nel secondo tempo invece il regista comincia a incespicare qui e là nello sviluppo degli eventi e il film perde un poco di efficacia, fino al finale drammatico che non turba più di tanto. Del finale oltretutto esistono varie versioni. Quella originale presentata nel 2008 allo Screamfest Film Festival e allo Slamdance Film Festival. Una seconda versione del finale, girata su consiglio di Spielberg e inserita nella versione distribuita nei cinema. Una terza versione mostrata solo sui dvd.
In Italia il film ha creato una certa isteria politica. A causa di alcuni casi di malori tra il pubblico durante la visione del film, diverse associazioni di tutela dei minori, il Codacons e quell’allegrone del ministro leghista alle attività culturali Sandro Biondi hanno protestato rumorosamente perché il divieto di assistere al film ai minori di 14 anni venisse portato a 18 anni. Dopo aver vietato i baci in alcuni parchi cittadini assieme ad altre decine di innocue attività, adesso i leghisti vogliono regolamentare i film di paura sui fantasmi perché (incredibilmente) a volte fanno paura, Internet perché la gente può liberamente dire quello che pensa. Il prossimo passo presumo sarà regolamentare la vendita dei dolci perché possono provocare la carie. Si sa, non sono mai stato un estimatore del fenomeno leghista, ma trovo che sia particolarmente surreale che un partito nato per ribellarsi alla burocrazia, a quella che loro chiamano “Roma ladrona” e alle ruberie del ceto politico si sia ritrovato a fare parte di un governo dalle tendenze illiberali e guidato da gente che impunemente si arricchisce a danno del paese.
Voto: 4 secchi di vomito

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